| ANTOLOGIA ITALIANA |
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14 maggio 2007 Argentina e “pensionati speciali”. Quando gli italiani superano i cent’anni

Che il popolo italiano avesse decisamente qualcosa di speciale l’avevamo sempre sostenuto, ma anche noi non avremmo mai sospettato che il “multiforme ingegno” dei nostri connazionali potesse arrivare a farsi beffe nientemeno che della morte. In seguito a un’operazione di riordino dei trattamenti previdenziali corrisposti ai residenti all’estero, è infatti saltato fuori che, sparsi qua e là in Argentina, vivono: un pensionato italiano di 109 anni, tre di 108, otto di 107, tre di 106. E ancora: undici di 105, dieci di 104, trentadue di 103, cinquantuno di 102, cinquantadue di 101 e addirittura centotre di 100 anni. Non per dare i numeri, ma, a conti fatti, si tratta di 276 italiani che hanno superato il secolo di vita, cui l’Inps versa regolarmente la pensione (raramente tra le più alte, per la verità), senza contare gli altri 5.854 che di anni ne hanno almeno novanta. Mirabilie della dieta mediterranea, patto col diavolo, elisir di lunga vita o coriaceo attaccamento alla medesima? Non è ancora dato saperlo, anche se gli estremi per darsi a qualche maliziosa conclusione non mancano. Nel frattempo si aspetta che tutti i moduli inviati ai pensionati italiani all’estero allo scopo di mettere un po’ d’ordine e consentir loro d’indicare il metodo di pagamento tornino indietro correlati di un poco simpatico ma necessario “certificato di esistenza in vita”. Dei 325 mila spediti fino ad ora ne sarebbero tornati indietro 150 mila. E le persone decedute risulterebbero essere circa mille. Nel dubbio (e con la sana intenzione di fare chiarezza), il ministero degli Esteri ha deciso di aprire un tavolo tecnico di collaborazione con consolati e patronati affidato al viceministro Franco Danieli. In attesa di responsi più chiari ci rallegriamo di tanta longevità e, con la dovuta nonchalance, prepariamo le valige per l’Argentina.
Andrea Di Nino
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