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02 luglio 2008
Sud America, l’esordio di Mantica con gli italiani di Argentina

“Affollatissima la sala del Consolato Generale di Buenos Aires ieri sera per l’incontro il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, il nuovo Direttore generale per gli italiani all’Estero, ministro plenipotenziario Carla Zuppetti e la comunità italiana in Argentina”. Lo scrive Federica Manzitti, dalla redazione argentina di Gente d’Italia, quotidiano delle americhe diretto da Mimmo Porpiglia. “‘Grazie per aver raccolto l’invito a venire qui e grazie per aver contribuito con il 61 percento di affluenza al voto all’estero rendendo possibile questo risultato’, ha detto il sottosegretario salutando la sala gremita. Dopo una breve introduzione del Console generale Giancarlo Curcio e dell’Ambasciatore Stefano Ronca ha preso subito la parola un membro del Comites locale, Graciela Laino, esprimendo soddisfazione per la visita della delegazione italiana, ma anche esprimendo grande preoccupazione per la finanziaria che riduce i fondi per gli italiani nel mondo. ‘Noi siamo un investimento strategico per l’Italia al quale vi dico di non rinunciare’. In particolare, stanno destando preoccupazione i tagli previsti per l’assistenza sanitaria, sociale e per i giovani. ‘Pur sapendo che l’Italia deve fare i conti con una situazione difficile, chiediamo una politica che non guardi solo ai numeri, ma anche il lato umano che sta dietro a quei numeri’. La Laino ha poi rivolto un appello non solo al sottosegretario, ma anche ai parlamentari eletti all’estero, quattro dei quali nella sola Argentina, perché portino avanti le istanze delle comunità in Sud America consegnando infine nelle mani della delegazione un documento. ‘Abbiamo tante cose da fare insieme, e tra queste, nonostante qualche taglio, la Conferenza Mondiale dei Giovani italiani all’Estero che si terrà a Roma in una data che cadrà tra il 15 ed il 19 di dicembre’, ha annunciato il sottosegretario Mantica specificando poi che l’evento si terrà in una sede rappresentativa della cultura e della modernità italiana come l’Auditorium della capitale. ‘Io credo che con le elezioni politiche del 2008 è stata coronata una battaglia eroica da parte delle collettività all’estero che, prima con il Comites ed il CGIE e poi con il voto stesso, ha dato un volto nuovo alla rappresentanza, portando a partecipare a tutti gli aspetti della politica italiana, i parlamentari eletti da voi’”.

 

“Mantica - prosegue Manzitti - ha poi ricordato l’importanza delle giovani generazioni. ‘Guardando al futuro e non solo al passato, dobbiamo capire che cos’e’ l’italianità nel mondo oggi’. Il senatore ha poi ricordato che nella primavera del 2009 si lavorerà ad una riforma dei Comites e che già da ora è in corso in Italia un dibattito sulla riforma istituzionale alla quale sono invitati a partecipare gli italiani all’estero attraverso i loro rappresentanti in Parlamento. ‘Ne voglio parlare con tutti i 18 eletti, mettendo da parte le differenze di schieramenti per affrontare insieme delle tematiche comuni’. Il sottosegretario ha poi ammesso come sia per lui la prima volta che si occupa di italiani all’estero, ‘ma vengo dallo stesso partito di Mirko Tremaglia’, ha aggiunto ricordando l’impegno speso dall’ex Ministro per i diritti dei connazionali nel mondo. In merito ai tagli ha messo in luce il lavoro che sta svolgendo il direttore Zuppetti per recuperare ‘quanto ci è stato tolto’, ed ha ricordato le proporzioni delle riduzioni previste dal governo :un milione di euro è stato tagliato alla riunione dei Giovani italiani all’estero, che comunque si farà e con l’aiuto di sponsor che il Ministero sta individuando. Altri fondi, ha ricordato lo stesso Mantica, sono stati tagliati al Museo delle Migrazioni, progetto che comunque non è stato abbandonato ma che anzi sarà realizzato anche se con più calma, e poi ‘i tagli più dolorosi’ quelli all’assistenza, capitolo che avrà 5 milioni di euro in meno. ‘Mi auguro di poter mantenere gli impegni presi’, ha detto, ma non ha nascosto qualche preoccupazione per le previsioni sul 2010, 2011 e 2012 per l’Italia che non sarebbero affatto rosee. “Voi avete detto che i fondi per gli italiani all’estero sono un investimento, io direi di più, direi che sono un risarcimento al contributo che avete dato al nostro paese’”.

 

“Mantica - si legga ancora nella cronaca di Gente d’Italia - ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a visitare l’Argentina prima di ogni altro paese a forte presenza di italiani. ‘Ho deciso di venire qui perché siete i più lontani dall’Italia, ma anche più italiani degli italiani. Siete una comunità molto attenta e partecipe. Io qui mi sento a casa”, ha aggiunto. Un altro dei temi affrontati dal senatore è stato la cultura: ‘Ho chiesto personalmente la delega per gli italiani nel mondo congiuntamente a quella per la cultura, perché credo che le due cose vadano insieme. La diffusione della lingua e l’identità culturale sono destinate ad essere elementi cruciali per l’italianità’. In un mondo in cui l’Italia non sarà più una super potenza economica ed industriale perché siederà non più in un G8, ma in un G15 allargato ai paesi emergenti come Cina, India ed il vicino Brasile, dovrà essere capace secondo Mantica, di mantenere il suo potere culturale. ‘Noi siamo e saremo la più grande potenza culturale del mondo’, ha detto. La parola poi è passata agli astanti. Il primo a prenderla è stato un altro membro del Comites che ha voluto fare un appello alla sensibilità, per ridurre i tagli previsti e ricordare anche che l’Italia non sta attraversando solo un momento difficile, ma che lo ha attraversato anche quando tanti italiani sono andati in Argentina tra la fine dell’Ottocento ed il secondo dopoguerra e che, anche grazie alle rimesse degli italiani all’estero, ha potuto rialzare la testa nei momenti più duri. ‘L’età media degli italiani nati in Italia e residenti in Argentina è di 76 anni. Non tagliateci la sanità’, ha invocato il membro del Comites. Il presidente della Usei (‘Unione sudamericana emigrati italiani) Eugenio Sangregorio ha per primo affrontato una delle questioni più urgenti per i connazionali: il contratto firmato per l’assistenza sanitaria con la Swiss Medical che, ha detto, ‘andrebbe stracciato’”.

 

“Le lamentele sui servizi erogati dalla compagnia di assicurazione sanitaria si sono alzate da più parti, e qualcuno - scrive ancora Federica Manzitti - ha rimpianto l’Ospedale Italiano di Buenos Aires che prima della Swiss si occupava di assistere i connazionali in caso di bisogno Su questo punto il sottosegretario Alfredo Mantica ha voluto essere chiaro. ‘È stato argomento di una lunga discussione oggi, con il Console e con l’Ambasciatore. Abbiamo chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, ma ci hanno risposto che recidere il contratto significherebbe correre il rischio di dove pagare i danni - ha detto il sottosegretario - aumentando e non risolvendo lo stato di disagio di chi non si sente adeguatamente assistito. Io ho anche l’impressione che la maggioranza delle lamentele venga da Buenos Aires e meno dalle regioni dell’interno’. Mantica ha ricordato alla sala che la rete consolare ha avviato un sistema di monitoraggio che, quando raccoglie segnalazioni di casi veri e concreti con nome e cognome degli interessati e non lamentele generiche, è riuscita ad intervenire e a correggere. ‘Abbiamo deciso di provare ancora altri sei mesi per valutare poi quale sia la soluzione migliore per gli assistiti’. Insieme a quello dell’assicurazione sanitaria, altri temi sono emersi dalla sala durante il lungo incontro tra il sottosegretario e la comunità. Una signora che veniva dalla Patagonia ha detto che le costa caro essere italiana, ‘perché costa troppo un corso di lingua e troppo un rinnovo del passaporto’. La signora, che conduceva un programma radiofonico che non ha ‘mai preso i contributi’, ha chiesto che l’Italia vigili con attenzione su come vengono distribuiti i soldi destinati ai connazionali nel mondo. Un signore invece proveniente dal mondo cattolico ha sollevato il tema della diversità tra referenti quando questi sono le Regioni. ‘Con le Regioni noi abbiamo tante Italie diverse’, ha detto. Un appello a non ‘aver paura di affrontare il confronto con la collettività’ mantenendo vivi Comites e CGIE è arrivato da un membro di quest’ultimo mentre, il responsabile dell’associazioni calabresi ha voluto ringraziare pubblicamente il Console Generale Curcio di aver finalmente aperto le porte del Consolato agli italiani aggiungendo a quello degli altri il disappunto per il contratto con la Swiss Medical. ‘È bella l’Argentina, è bella l’Asia ed è bello il Nord America’, ha detto una signora sopra i settant’anni, ‘ma nessuno ha scelto di venire qui. Siamo qui perché l’Italia ci aveva reso la vita impossibile. Ci sono tante vedove e donne anziane che hanno fatto la guerra. L’hanno fatta senza armi’, ha aggiunto, ‘e non ricevono nessuna pensione. Ce la dia, senatore, perché fra poco ci moriamo. E scusi ma glielo dico col cuore’, ha chiosato la signora rivelando le sue origini toscane.

 

“‘Io mi impegno a non diminuire nemmeno di una lira la spesa per l’assistenza sanitaria rispetto al 2007’, ha quindi annunciato il sottosegretario. ‘Rispetto all’assegno di solidarietà vi dico che già c’e’. Si tratta di 800 euro a testa che nella sola America Latina significano 5 milioni 69mila 600 euro di spesa per lo stato italiano’. Dalla sala sono venute anche altre istanze. Un riferimento alle dichiarazioni rilasciate da Mantica ad uno dei principali quotidiani argentini, il Clarín, in cui lui poneva come necessario per i neo cittadini italiani, ossia per coloro che ottengono il riconoscimento della cittadinanza all’estero, di conoscere la lingua italiana e qualcosa sulla nostra Costituzione. Riguardo al tema della cittadinanza ‘l’Italia ha un problema costituito da quattro milioni di immigrati. C’è un dibattito in corso. Io chiesto personalmente ai parlamentari eletti all’estero di partecipare perché sono portatori di esperienze e punti di vista preziosi. Ma torno a ribadire’ ha sottolineato il sottosegretario Mantica, ‘che pur non volendo privare dei diritti nessuno dei discendenti diretti di italiani, credo che la cittadinanza sia un atto d’amore per l’Italia e quindi non mi sembra di chiedere la luna quando mi riferisco alla necessità minima di conoscere la nostra lingua e qualcosa sulla nostra Repubblica ed i valori su cui si fonda’. Qualcun’altro ha sollevato la questione delle relazioni Italia- Argentina che si auspica possano superare la freddezza scesa dopo lo scandalo dei bond argentini. ‘Per sposarsi bisogna essere in due’, ha detto Alfredo Mantica: ‘Sia il ministro Frattini a Lima, che il premier Berlusconi a Roma hanno dimostrato la loro disponibilità nei confronti della presidente Cristina Kirchner. Quindi se posso, c’è qualche responsabilità anche da parte dell’Argentina’”.

 

“Il sottosegretario - conclude la redattrice di Gente d’Italia dalla sede di Buenos Aires - ha speso qualche parola sulle modalità di distribuzione dei fondi per gli italiani all’estero. ‘Siamo coscienti del fatto che non sempre i fondi disponibili siano spesi nei migliori dei modi, ma sta al Comites e ai vostri organismi di rappresentanza esprimere pareri ed indirizzare, grazie al vostro punto di vista in loco, le decisioni del parlamento’. Mantica ha fatto riferimento anche ai contributi elargiti ad esempio dai Ministeri Esteri e Lavoro per la formazione professionale e a quelli per la stampa all’estero, ricordando che esistono, come denunciato da più parti, esempi di quotidiani e testate all’estero che attingono ai fondi senza svolgere davvero la funzione per la quale avrebbero diritto al sostegno non avendo invece la diffusione che dicono di avere. ‘Vorrei chiudere con un appello alla comprensione. L’Italia sta attraversando un momento difficile e poiché avete voi fatto riferimento ad essa, ad alcuni fa temere di essere sull’orlo di una crisi simile a quella vissuta dall’Argentina nel 2001. L’economia sta cambiando radicalmente e, come dice il Ministro Tremonti nella prefazione di un suo libro, bastano 19 euro per volare a Londra, ma quegli stessi 19 euro non sono abbastanza per fare la spesa al supermercato. Io mi impegno comunque a fare si che il capitolo dell’assistenza sanitaria non subisca tagli e che la modernizzazione della rete consolare, sia presto una realtà’”.

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